14-05 GIRO G.A.S.S.

 

Km percorsi : 670 circa
Pasto:al sacco. Panini di svariate tipologie acquistate in negozietto salumeria di qualità. (Salumeria Bernuzzi)

 

cenni storici:

Fin dall'antichità Sam ci trasmise le sacre terminologie per associare un percorso ad una tipologia di motociclista. G.A.S. acronimo di Giro addestramento standard, secondo il suddetto, era un giro piacevole che permetteva di delineare un buon motociclista da un motobarista. Nacque come Cisa Bracco Trebbia. Circa 520km di strade curvose. Poi pian piano si è modificato in innumerevoli versioni. Il Gas del 2008 con Papo Chicco, Ciko e Sam di 620km, dopo il Gas Tecnologico di fine 2009 di 590km , passando per il Gas 2°livello dell'anno passato di circa 590km, eccoci giunti ai giorni nostri con l'aggiunta di un'altra lettera. La S. che in questo caso sta a significare Sayan. Una evoluzione ulteriore che porta a 670km i chilometri di asfalto sotto le nostre gomme. Chissà che Gas sarà il prossimo anno...

 

Report

Sintesi di una settimana di continua lotta tra il meteo e il Manzoteam. L'incertezza schiacciava i partecipanti. Chicco a capo dei Carbonari organizzava segretamente la sfida alla previsione. Monitorando costantemente 6 siti e svariati canali televisivi dal mercoledì, un continuo posticipare la decisione di partenza, selezionava i veri manzi dalle pappemolli. Via via baluardi lucenti di opacizzavano e lasciavano profonde delusioni nelle alte sfere. Il lento e nascosto movimento di Chicco nelle coscienze stava dando alla luce i primi frutti. Venerdì sera decisione definitiva. La partenza è assicurata. Da 14 partecipanti il gruppo si riduce drasticamente a 4. Alby, Chicco, Marco Bus e Ciko. Chicco preso da slancio emotivo ed eccesso di carica propone su cb1000r.it il giro in last minute. La previsione meteo lasciava ben poche speranze. La tuta antipioggia risultava necessaria più di qualsiasi altro inutile aggeggio. La speranza di non beccarne troppa si intrecciava con il desiderio di curve. Appuntamento alle ore 9.00 a San Zenone. I due gruppi Ciko Alby e Chicco Marco come per magia s'incontrano in movimento in Barriera Sud a Milano. Il Gruppo è già formato. In orario perfetto. Forse superfluo fermarsi a San Zenone. Nessuno da cb1000r.it ha risposto. Chicco per scrupolo preferisce fare un pò di benzina. Parcheggiato in solitaria un ragazzo ci guarda. Subito il dubbio ci viene. Chicco si ferma e chiede. Anche lui è dei nostri. Ci si ferma e ci si presenta. Alfio si unisce al gruppo. Precisa subito le sue intenzioni non bellicose. Ma resisterà? E' già ora di partire i ritmi scanditi dalla timetable presidenziale vanno rispettati.

L'autostrada corre nella sua totale monotonia. Qualche profumo si insedia nelle narici e sveglia un pò la mente. Con perizia e pazienza si arriva a Fornovo. Prima di uscire dall'autostrada gli sguardi si volgono tutti alle colline lucenti di un verde smeraldo che confina con un cielo azzurro limpido come solo ad alte quote si può vedere. I contrasti dei colori sono fantastici. Di nuvole neanche l'ombra. Il sorriso cresce sotto le mentoniere, ma un pò di scaramanzia è d'obbligo. Qui è l'inizio ufficiale del percorso guidato. Inizia il Passo della Cisa (SS62) . In questo giro verrà solo sfiorato. Una piccola macchia in questo giro promettente. All'altezza di Terenzo svoltiamo a sinistra e puntiamo verso Marzolara. Qui la strada si fa più veloce. Si arriva a Felino. Siamo nella patria del buon salume. Quindi pausa per acquisto pranzo. Ciko, Marco e Alfio si affidano ad un paio di panini. Chicco e Alby per paura di morire di fame prendono 7 o 8 panini di dimensioni mostruose al cui interno si poteva notare almeno un paio di etti di affettato a scelta adagiato su altrettanti etti di formaggio. All'ombra di un pino ci sediamo su un muretto. segnalato da Alfio, e azzanniamo nonostante l'ora (cirva le 11) il primo panino. Dopo quattro chiacchere e un rabbocco di benzina si riparte direzione Traversetolo.

 

 

La Statale è dritta e solo qualche rotonda da un pò di bollicine al trasferimento. Improvvisamente il Presidente decide di attuare la pausa minzione. Tutti felici in ogni angolo innaffiano il bordo carreggiata. Il presidente emozionato dal tanto pisciare si blocca. Gli altri finiscono e lui neanche comincia. Si riparte. Giunti in prossimità di Reggio Emilia si prende la SS 63 del Passo del Cerreto. Circa 100km di curve. Da Vezzano sul Crostolo a Casina le curve sono tecniche molto belle e ben asfaltate. La strada si apre fino a Castelnovo nei Monti poi 30km di belle curve. Presso Collagna la strada è dissestata e franosa ma dopo un paio di tornanti diventa tortuosissima lentissima ma divertente. Si risale poi fino al Passo a quota 1261m. Alfio che professava calma e rilassatezza non molla un centimetro e segue come un mastino chi ha davanti a sè. Immaginavamo si sarebbe sciolto. Ed i buoni propositi volati via con il vento. L'aria qui è frizzante. Complice la scelta del Sabato, di traffico se n'è visto davvero poco. Qui pausa caffè o cocacola quattro chiacchere e poi ripartenza. Uno sguardo alle verdissime montagne ad Est, uno alle più rocciose alpi apuane a sud ovest. Foto e via in discesa fino ad Aulla. Percorso divertente e veloce. Il tempo regge, siamo in anticipo sulla tabella di marcia e ci dirigiamo velocemente verso il Passo del Bracco. Giunti ad Aulla il gas deve essere ridotto. La statale è piena di Autovelox, per fortuna una decina di chilometri ed una svolta in una strada sconosciuta ai più ma molto apprezzata dal presidente. A Terrarossa svoltiamo a sinistra in direzione Novigegola sulla SP20. Questa strettissima lingua di asfalto permette pur con molte curve di risparmiare chilometri e saltare un paio di autovelox posti nella zona di Ceparana. A Pegui la strada inizia una rapida discesa e qui l'asfalto è da sempre scivoloso. Con il giusto feeling il traversino è obbligatorio. Eccoci a Piana Battolla. Qui si svolta in direzione della provinciale della Val di Vara.

 

Il nome di questa valle è dato dal fiume che ne scolpisce la forma, il Vara appunto. E' il fiume più lungo della Liguria che, unendosi, presso La Spezia, al fiume Magra, sfocia nel Mar Tirreno all'altezza di Massa Carrara. Scavalchiamo con un ponte il Vara e svoltiamo a destra sulla SS1. La via Aurelia. Siamo ormai in anticipo di circa 1 ora. Sono le 14.40 circa. Un leggero languorino stuzzica i protagonisti. Ma all'unisono si decide di attendere la fine del Bracco. A Carrodano iniziano le curve serie. Il Bracco ha, nella sua infinita serie di curve e controcurve, un qualcosa di mistico. Se si prende il ritmo si vorrebbe non finisca mai. Viaggiamo di buon passo e i 35km di curve sfuggono via troppo velocemente. Micro pausa e si decide di andare a mangiare i restanti panini a Riva Trigoso. Marco, dopo un pieno presidenziale, fa strada e ci porta in spiaggia. Qui panini sulle panchine adiacenti un campo da bocce deserto. In lontananza un capannello di anziani gioca a carte a suon di bestemmie ed insulti. E con la cadenza sono Belini che volano. All'improvviso personaggi animano il campo. Un anziano dalle caratteristiche fisiognomiche uniche si arma di canna dell'acqua ed innonda il campo. Poi bagna i bordi. Poi bagna noi. Per 20 minuti è un continuo bagnare. Noi addentiamo i panini sorseggiando bibite, intanto si formano le squadre. Le braccia si scaldano. Ed iniziano i primi colpi. La sfida ha inizio. La partita si anima, le inimicizie escono. E sono consigli, tattiche ed insulti per errori. Escono i primi vincitori. Nuova sfida, ma ormai dopo un gelatino, si riparte. Direzione SS523.

La Ex Statale del Colle di Cento Croci (ora provinciale) collega la riviera ligure alle colline parmensi. Si spinge fino a Borgo Val di Taro. La strada è piacevole, il traffico costantemente ridotto e la vista sulle colline attorno merita di essere vista. Le pieghe non sono risparmiate. Noi arrivati al culmine a quota 1055m scendiamo per soli 4km e poi svoltiamo sulla SP24 direzione Tarsogno. Sul Colle si era aggregato uno Zetista che ha cercato in un paio di occasioni di attentare alla vita del povero Alfio, non riuscendosi. Da Tarsogno a Bedonia e poi Monte vaccà. Sono le 17.40 e siamo a Bedonia in perfetto orario con la timetable. Il lungo spuntino ha risistemato gli equilibri di tempi e di fame. La strada di Montevaccà è un arrovellarsi di curve strettissime. Il Presidente ne è da sempre innamorato. Poi svolta a sinistra direzione Passo del Tomarlo (SP81). E' un piccolo paradiso per i motociclisti. La strada è perfetta le curve all'inizio lente diventano via via più veloci. La piega è sublime e i 10km svaniscono in un lampo. Si arriva al piazzale. Foto di rito. Sorrisi veri e un incontro. Anzi due. Un felice possessore di Speed Triple e ancora lo Zetista. Si riparte compatti. Qualcuno avanza richieste di tiraggio ma poi non si applica. Si ritorna sulla SS 359 e ci si dirige fino a Bardi. La strada è malconcia. La ghiaia dovunque. La stanchezza un pò si fa sentire. Siamo ormai a quota 500km. Ed ancora ne mancano 160 a casa. Sono le 18.30. A Bardi c'è un Rally. La strada deve cambiare. Prima pausa liquidi per noi e per le nostre amate.

Chicco si mette a guida per la mandria. Imbocca subito la SP77. Una strada arroccata fra le colline. La vista davvero bella. Distese di prati scoscesi che abbracciano fiumi a fondovalle. Qualche castello in alto a scrutare da secoli il lento passare del tempo. Il profumo di fiori dei campi che si scaldano con gli ultimi raggi del sole. Il cielo a tratti è molto nuvoloso, a tratti tinteggia con un rosso acceso i riflessi delle cose. La piccola strada subisce la fila di moto e ritorna calma ed imperturbabile. Qualche cavallo distoglie la sua attenzione dall'erba per dediccarla a noi. Poi non curante torna al suo pasto. Il ritmo calmo lascia una sensazione di appagamento. Ora la provinciale diventa la SP51 si passa per Groppallo e poi discesa verso Farini all'Olmo. Svolta sulla SS654 e ultime curve della giornata, accanto al fiume Taro. A Bettolla percorriamo il ponte sul fiume. Ora la statale inizierà a correre veloce. Dritta come un fuso fino a Piacenza. Qui come rituale gli ultimi saluti a pochi passi dal casello. Un profumo di pioggia avvolge i nostri sensi. Quasi con piacere dopo una giornata così è giusto prendere un pò di pioggia.

E' andata troppo bene fino ad ora. Ci si saluta ci si veste e ci si da appuntamento al prossimo giro. L'asfalto dell'autostrada è umido. Il profumo di pioggia insistente. Il cielo su Milano è grigio come il piombo. Ma anche stavolta neanche una goccia. L'arrivo previsto alle 22.00 è anticipato alle 21 circa. La soddisfazione è totale. I chilometri per il presidente sono 668. E anche stavolta il gruppo è stato fenomenale. Passione sfrenata e voglia di divertirsi in semplicità assieme. E stanco sul divano ripenso al giro e dico....:"Fammi controllare quand'è il prossimo..."

 

 

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